Mutilazioni genitali femminili. Sono previsti programmi di protezione per le immigrate irregolari?

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Interrogazione dei senatori Donatella Porettie Marco Perduca al Ministro delle Pari Opportunità e al Ministro dell’Interno

premesso che:

 il 9 gennaio del 2006 il parlamento ha approvato la c.d. legge Consolo recante “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”. Nella legge era prevista l’attivazione di un numero verde d’emergenza finalizzato a ricevere segnalazioni da parte di chiunque venga a conoscenza della effettuazione, sul territorio italiano, delle pratiche di cui all’articolo 583-bis del codice penale, nonché a fornire informazioni sulle organizzazioni di volontariato e sulle strutture sanitarie che operano presso le comunità di immigrati provenienti da Paesi dove sono effettuate tali pratiche;

il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, dopo oltre 3 anni dall’approvazione, ha portato a compimento questa parte della legge rendendo attivo dalla data del 30 novembre 2009 il Numero Verde 800 300 558, per la prevenzione e il contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile (MGF);

il servizio sarà gestito dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, accoglie segnalazioni e notizie di reato realizzate sul territorio italiano e fornisce informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato che offrono assistenza alle comunità di immigrati provenienti dai Paesi dove sono praticate le MGF;

il numero, gratuito e accessibile dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alla 20.00, si inserisce all’interno di un progetto più ampio di politiche e azioni di contrasto alle MGF, che vede il coinvolgimento di vari Ministeri, sotto il coordinamento del Dipartimento per le Pari Opportunità;

le telefonate saranno ricevute da personale specializzato del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato che, oltre all’assistenza, avrà il compito di comunicare le eventuali notizie di reato alle Squadre Mobili territorialmente competenti; considerato che: da quando è stata approvata la legge Consolo sono avvenuti dei cambiamenti sostanziali nelle politiche sull’immigrazione, principalmente con la recente introduzione del reato di clandestinità;

ciò potrebbe nei fatti scoraggiare molte donne immigrate che vivono in Italia senza permesso di soggiorno dal segnalare eventuali violenze e coercizioni, per paura di venire denunciate come clandestine, come anche per paura di ritorsioni, soprattutto, come nella maggior parte dei casi, quando ci si trova in presenza di un soggetto debole e vittima di ricatti da parte dell’uomo e della comunità in cui vive;

il servizio del Numero Verde anti MGF, ottimo nei suoi intenti, potrebbe rivelarsi in larga parte inefficace se non si prevedono forme di protezione speciali anche per quelle donne irregolari che si trovano nel territorio;

per sapere:

- se i Ministri hanno valutato tale ipotesi e se ha idea di come si comporteranno gli incaricati di Polizia nel caso di ricevimento di segnalazioni da parte di immigrate irregolari;

- se siano in programma piani d’intervento speciale nei confronti di immigrate irregolari che denunciano tali pratiche, analogamente ai piani di protezione messi in atto nei confronti delle clandestine che denunciano casi di tratta internazionale

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1 Risposta to “Mutilazioni genitali femminili. Sono previsti programmi di protezione per le immigrate irregolari?”

  1. Danilo Says:

    È molto strano che non si parli mai di mutilazioni genitali sui bambini ma solo di mutilazioni genitali femminili. Perché questa disparità di trattamento? I bambini perché maschietti devono sopportare questa mutilazione? La pratica della circoncisione oltre ad essere una mutilazione al pari di quella femminile, il risultato è rendere insensibile una parte del corpo attraverso una esportazione chirurgica, crea dolore e fastidio per un periodo piuttosto lungo, lo strofinamento di quella parte genitale sugli indumenti è doloroso finché la parte stessa non si desensibilizza. Allora per favore facciamo una campagna senza esclusioni e discriminazioni, le mutilazioni sui bambini sono una cosa barbara punto. Togliamo la parola “femminile” e sostituiamola con “sui bambini”.

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