ODG al ddl 692 Conversione in legge del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica

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 dei senatori Donatella Poretti, Emma Bonino, Marco Perduca

Premesso che:

- Il disegno di legge A.S. n. 692, d’iniziativa governativa, dispone la conversione del decreto legge n. 92 del 23 maggio 2008, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica. Prevede interventi in materie quali quelle della sicurezza, dell’ordine pubblico e del diritto penale per contrastare e prevenire la criminalita’ organizzata.

- L’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) stima che circa 1.000.000 di esseri umani sono trafficati ogni anno nel mondo e 500.000 in Europa. In Italia, per quanto riguarda la tratta per sfruttamento sessuale, pur nella difficoltà di poter avere dati certi sul fenomeno per il suo carattere di clandestinità, si stima una presenza di prostitute straniere che oscilla tra le 19.000 e le 26.000. Le modalità di arrivo in Italia, e di conseguenza di esercizio della prostituzione, sono diverse a seconda delle etnie. Le ragazze nigeriane, ad esempio, sono reclutate nel Paese di origine con la proposta di un lavoro in Italia; spesso sanno che è legato alla prostituzione, ma certamente non conoscono né le modalità con le quali lo eserciteranno, né le condizioni di vita alle quali saranno sottoposte. Al momento della partenza sono eseguiti riti woodoo per soggiogare meglio le ragazze. All’arrivo in Italia vengono “affidate” o “vendute” a “maman”, spesso donne nigeriane ex-prostitute, che sistemano le ragazze in alloggi, decidono il luogo di lavoro e ritirano i guadagni. Potranno essere nuovamente libere ed eventualmente riavere i passaporti solo dopo aver pagato un debito intorno ai 50 mila euro. Inoltre devono pagare l’affitto, il vestiario, il cibo e anche il “joint” (il pezzo di strada su cui la ragazza lavora).

- A 50 anni dalla legge Merlin (20 febbraio 1958 n.75) a gestire la prostituzione in Italia sono le mafie internazionali, non piu’ la criminalita’ locale o il singolo sfruttatore. Sono per lo piu’ donne che provengono da oltre 60 diversi Paesi del mondo e si prostituiscono sulle strade italiane, o nel chiuso di locali notturne e case di appuntamento. In tutto 70mila prostitute (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti. Con un costo medio per prestazione di 30 euro: un giro d’affari di 90 milioni al mese, oltre un miliardo l’anno.

- In alcuni Stati europei, ed in particolare nei Paesi Bassi, anche su pressione delle stesse organizzazioni dei cosiddetti “sex workers” (lavoratori sessuali), si e’ deciso di procedere alla legalizzazione della prostituzione ed alla trasformazione di questa attivita’ in una normale professione, sotto forma di lavoro dipendente, indipendente o cooperativo, con i diritti e doveri che ne conseguono, compresi quelli relativi all’assicurazione previdenziale e di tassazione.

Questa misura ha innanzitutto permesso di separare la prostituzione volontaria da quella coatta: la prima e’ “emersa” ed ha trovato forme legali di svolgimento, minimizzando i costi che ricadono sulla societa’ e sulle persone che svolgono l’attivita’. L’apparato repressivo si e’ potuto cosi’ concentrare in modo più efficace ed efficiente sulla lotta alla prostituzione coatta ed allo sfruttamento, compreso quello dei minori, delle persone minorate o tossicodipendenti.

- Anche in Italia esistono organizzazioni, come quella del “Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute”, che chiedono il riconoscimento dell’attivita’ di prostituzione. Pia Covre, di questo Comitato, in occasione di un incontro internazionale tenutosi a Vienna ha detto: “Nonostante in alcuni Paesi la prostituzione sia ormai riconosciuta come un lavoro, ci sono ancora molte situazioni in Europa in cui le sex worker sono discriminate e senza diritti. La prostituzione ormai e’ un fenomeno transnazionale: quello che bisogna fare ora e’ internazionalizzare i diritti”.

Considerato che:

governare i fenomeni sociali sia piu’ efficace che proibirli, nell’interesse delle persone che si dedicano alla prostituzione o che fruiscono della prostituzione altrui, nonche’ della societa’ intera.  Con la convinzione che mentre in clandestinita’ tutto sia di fatto possibile, solo nella legalita’, con diritti e doveri, la persona sia libera di scegliere.

Impegna il Governo:

a riconoscere come professione l’attivita’ di prestazione di servizi sessuali remunerati tra persone maggiorenni consenzienti e a disciplinarla e regolamentarla nel pieno rispetto dei diritti lavorativi attraverso interventi dei ministeri del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e dell’Economia e Finanze.

 

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3 Risposte to “ODG al ddl 692 Conversione in legge del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”

  1. Discussione al Senato sulla conversione in legge del decreto sicurezza. Intervento in Aula | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] Qui il testo dell’Ordine del giorno [...]

  2. Senato/sicurezza. Con Bossi-Fini clandestinità è necessità, non reato. Italia ha bisogno di lavoratori stranieri. Prostituzione legale contro criminalità internazionale | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] il testo completo dell’intervento Qui il testo dell’Ordine del giorno [...]

  3. Tasse e prostituzione: dal caso di Parma un buono spunto per il legislatore | SEN. DONATELLA PORETTI Says:

    [...] (1) Qui il testo dell’ordine del giorno depositato in Senato: Aggiungi fra i preferiti e condividi: sociallist_224b723c_url = ‘http://blog.donatellaporetti.it/?p=128′; sociallist_224b723c_title = ‘Tasse e prostituzione: dal caso di Parma un buono spunto per il legislatore’; sociallist_224b723c_text = ”; sociallist_224b723c_tags = ‘prostituzione,tasse’; [...]

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