Una Repubblica fondata sulla libertà. Ripartiamo da un aggiornamento della Costituzione

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Il primo articolo della Costituzione e’ quello che intere generazioni dovrebbero imparare a memoria, tramandare o citare ogniqualvolta vi sia una sua patente o potenziale violazione. Con esso si dovrebbe misurare ogni giorno l’operato dei governanti, la sua eco riverberare nelle opere letterarie, nella cinematografia, nelle aule di tribunale. Un po’ come accade negli Usa con il primo emendamento, quello che garantisce la liberta’ di stampa, di espressione e di religione.
La costituzione sara’ efficace nell’affermare e proteggere i suoi valori fintanto che il “popolo” in essa identificato possa a sua volta identificare se stesso in quella dichiarazione d’apertura.
Il nostro primo articolo della Costituzione “L’Italia e’ una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, frutto di mediazione tra Togliatti e Fanfani e’ oggi simbolo piu’ di quel compromesso storico che del principio in cui possono oggi identificarsi i cittadini.
L’argomento e’ di estrema attualita’, nel momento in cui all’orizzonte ci sono prospettive di riforme istituzionali determinanti per il futuro assetto della nostra democrazia, e non si puo’ far mancare anche questo tassello fondamentale che da’ l’impronta a tutto il nostro sistema democratico. Percio’, grazie alla collaborazione dell’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) e dei “Comitati per le Liberta’”, ho preparato un disegno di legge per la modifica del primo articolo della Costituzione con il seguente: “La Repubblica democratica italiana e’ uno Stato di diritto fondato sulla liberta’ e sul rispetto della persona“.
L’elemento discriminante delle democrazie a cui vogliamo appartenere e’ il grado di liberta’ garantito a coloro che nel medesimo sistema democratico risultano “perdenti”, le minoranze; democrazie in cui il comun denominatore e’ la persona, l’individuo. La liberta’ di stampa, la liberta’ di espressione, la liberta’ di religione, la liberta’ di voto, la liberta’ terapeutica, la liberta’ di circolazione, il pluralismo politico, la liberta’ di non essere discriminati in base a sesso, razza o preferenze sessuali, la liberta’ di riunirsi pacificamente, l’inviolabilita’ del domicilio, il diritto alla riservatezza, la liberta’ economica, la liberta’ di perseguire la propria felicita’ e realizzazione. La liberta’ e’ una e non declinabile, pena lo stravolgimento del senso stesso della parola.
La liberta’ trova la sua principale e massima protezione nello Stato di diritto: supremazia e rispetto della legge, in primis rispetto della Costituzione, Legge fondamentale di tutti i cittadini. Senza legalita’, senza certezza del diritto, perdono valore anche i piu’ alti e nobili principi enunciati nella Costituzione, in quanto difficilmente se ne potrebbe esigere ed ottenere il rispetto e l’applicazione. Il cittadino, posto dinnanzi all’incertezza del diritto, alla rassegnata accettazione di una diffusa illegalita’, si allontana dalle istituzioni e perde fiducia nella legge, percependola come astratta, relativa e soprattutto non vincolante.
Qui il testo completo della relazione e del disegno di legge:
http://blog.donatellaporetti.it/?p=8

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