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	<title>SEN. DONATELLA PORETTI</title>
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	<description>Parlamentare Radicale - Partito Democratico</description>
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		<title>Manicomi. Il bicameralismo perfetto: al Senato si chiudono gli Opg e alla Camera riaprono i manicomi&#8230; schizofrenia?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Verrebbe da liquidare con una battuta sul labile confine tra normalita&#8217; e follia nel bicameralismo perfetto del nostro sistema parlamentare la decisione di Pdl e Lega di adottare un testo in commissione Affari Sociali della Camera che nei fatti reintroduce l&#8217;istituzionalizzazione del malato mentale. Dopo che al Senato ci siamo battuti, inizialmente anche con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verrebbe da liquidare con una battuta sul labile confine tra normalita&#8217; e follia nel bicameralismo perfetto del nostro sistema parlamentare la decisione di Pdl e Lega di adottare un testo in commissione Affari Sociali della Camera che nei <span id="more-2925"></span>fatti reintroduce l&#8217;istituzionalizzazione del malato mentale. Dopo che al Senato ci siamo battuti, inizialmente anche con la Lega, ma sicuramente con il Pdl per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ultimo retaggio manicomiale, alla Camera propongono la riapertura dei manicomi? Schizofrenia?<br />
Eppure un argomento cosi&#8217; serio speriamo riprenda un percorso di pragmatica realta&#8217; per affrontare le difficolta&#8217; che ci sono in materia di salute mentale, evitando il semplicistico ricorso al nascondere la spazzatura sotto il tappeto, i matti in manicomio.</p>
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		<title>Caccia. Italia condannata dall&#8217;UE per inadempimenti sulla conservazione degli uccelli selvatici. Interpellanza</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze]]></category>

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		<description><![CDATA[ Interpellanza dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare Premesso che con  sentenza del 15 luglio 2010 (c-573/08) la Corte di Giustizia della Comunità Europea ha emesso la condanna dell’Italia per l’insufficiente o cattivo recepimento e per la scorretta applicazione della direttiva  n. 147/2009, già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> Interpellanza dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare<span id="more-2923"></span></em></p>
<p>Premesso che</p>
<p>con  sentenza del 15 luglio 2010 (c-573/08) la Corte di Giustizia della Comunità Europea ha emesso la condanna dell’Italia per l’insufficiente o cattivo recepimento e per la scorretta applicazione della direttiva  n. 147/2009, già 79/409/CEE, sulla conservazione degli uccelli selvatici;</p>
<p>la Commissione Europea aveva posto sotto accusa il nostro Paese attraverso la procedura d’infrazione 2006/2131 per le inadempienze relative alla mancata trasposizione nel diritto interno di parti rilevanti della direttiva, a cominciare dall’adozione di adeguate misure di conservazione e dal divieto di esercizio della caccia durante le fasi della migrazione e della riproduzione degli uccelli selvatici;</p>
<p>causa delle contestazioni avanzate dalla Commissione Europea è stato anche il regime di deroghe pretestuosamente adottato ai sensi dell’art.9 della direttiva per affermare un pieno esercizio di caccia sugli uccelli protetti dall’Europa, soprattutto in alcune regioni, come la Lombardia, il Veneto, la Liguria;</p>
<p>nel corso del 2010 il Parlamento ha modificato la legge sulla tutela della fauna e sulla regolamentazione della caccia n.157/92, recependo gli articoli della direttiva ancora non accolti nella normativa nazionale, mentre non è stata fornita alcuna risposta all’Europa sulla questione delle deroghe regionali, né sulla inefficacia del potere di controllo dello Stato;</p>
<p>di recente, il nostro Paese è stato nuovamente messo in mora, ai sensi dell’art. 260 del Trattato Fondativo dell’Unione Europea e la procedura è avviata a sicura sanzione: questo comporterà multe ragguardevoli, a spese dei cittadini italiani. Dunque, al prezzo già elevatissimo del danno ambientale causato dal recupero di tradizioni anacronistiche ed illegittime, si accompagnerà un prezzo economico ingiustificabile</p>
<p>per sapere:</p>
<p>- quali misure intende adottare il Ministro dell’Ambiente per garantire il rispetto del diritto comunitario e per evitare l’erogazione di sanzioni al nostro Paese;</p>
<p>- come il Ministro dell’Ambiente intende far cessare l’abusiva attività di caccia in deroga, in particolare quella effettuata ai sensi dell’articolo 9.1 lettera c della direttiva Uccelli, perdurante in alcune regioni italiane e configurante a tutti gli effetti, come espressamente affermato dagli organismi comunitari, una forma di caccia “mascherata”.</p>
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		<title>Carcere di San Sebastiano. Ci mancava solo la mancanza d&#8217;acqua in una delle peggiori strutture detentive italiane</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento della senatrice Radicale Donatella Poretti e di Irene Testa Segretaria dell&#8217;Associazione Il Detenuto Ignoto Oltre al danno anche la beffa.  Non solo il carcere di San Sebastiano di Sassari è una delle strutture più vecchie e fatiscenti d&#8217;Italia, dove i servizi igienici interni alle celle si caratterizzano per l&#8217;assenza di alcun tipo di lavabo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento della senatrice Radicale Donatella Poretti e di Irene Testa Segretaria dell&#8217;Associazione Il Detenuto Ignoto<span id="more-2921"></span></p>
<p>Oltre al danno anche la beffa.  Non solo il carcere di San Sebastiano di Sassari è una delle strutture più vecchie e fatiscenti d&#8217;Italia, dove i servizi igienici interni alle celle si caratterizzano per l&#8217;assenza di alcun tipo di lavabo e sono costituiti da semplici tazze alla turca, separati solo da bassi muretti divisori, nello stesso ambiente dove i detenuti cucinano, mangiano, passano il tempo e dormono. Dove, nelle celle del piano terra,  destinate in origine ad ospitare una persona, convivono tre detenuti in una superficie occupata dal letto a castello, dal tavolo, dagli sgabelli e dai miseri mobiletti, dove non c&#8217;è lo spazio fisico per muoversi. Le celle  sono spesso sporche e maleodoranti, la presenza di scarafaggi è all&#8217;ordine del giorno e, non di rado, circolano anche topi. A questa vergogna, si è aggiunta anche la beffa. Nei giorni scorsi tutti i 220 detenuti presenti nell&#8217;istituto non hanno potuto usufruire dell&#8217;acqua a causa di un guasto alla rete idrica cittadina, l’erogazione è stata interrotta dalle 23 alle 4 del mattino da giovedì 10 maggio fino a ieri 15 maggio. Considerato che, alcuni familiari dei detenuti del carcere di Sassari hanno segnalato all&#8217;Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto che fino alla giornata di sabato 12 maggio le bottiglie di acqua minerale non erano arrivate nelle celle e che molti detenuti non avevano neppure l&#8217;acqua da bere. Per queste ragioni,  abbiamo ritenuto di rivolgere un&#8217;interrogazione al Ministro della Giustizia,  per sapere:</p>
<p>- se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa;</p>
<p>- se il Ministro intenda verificare le eventuali responsabilità dovute alla mancanza di approvvigionamento idrico;</p>
<p>- quali atti intenda assumere affinché sia garantito il rispetto del terzo comma dell’articolo 27 della Costituzione;</p>
<p>- quali provvedimenti intenda adottare il Governo per riportare nella legalità costituzionale il carcere di San Sebastiano e per porre fine ai trattamenti disumani e degradanti ai quali sono oggigiorno sottoposti i detenuti;</p>
<p>- quali informazioni sia in grado di fornire sul costruendo carcere di Bancali specificando quale sarà l’organico previsto per le diverse funzioni e se si stiano realizzando le infrastrutture necessarie ad assicurare il trasporto del personale e dei parenti in visita nel piccolo comune in provincia di Sassari;</p>
<p>- come intenda gestire la fase di completamento delle opere non ancora concluse nel nuovo carcere di Bancali, entro quali tempi ne preveda il completamento, e quale sarà l’ammontare totale degli investimenti.</p>
<p><a href="http://blog.donatellaporetti.it/?p=2914">Qui il testo dell&#8217;interrogazione</a></p>
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		<item>
		<title>Mancanza d&#8217;acqua al carcere di San Sebastiano. Interrogazione</title>
		<link>http://blog.donatellaporetti.it/?p=2914</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Interrogazione della senatrice Donatella Poretti al Ministro della Giustizia  Premesso che: nei giorni scorsi nel carcere di San Sebastiano a Sassari tutti i 220 detenuti presenti nell&#8217;istituto non hanno potuto usufruire dell&#8217;acqua a causa di un guasto alla rete idrica cittadina; l’erogazione è stata interrotta dalle 23 alle 4 del mattino da giovedì 10 maggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Interrogazione della senatrice Donatella Poretti al Ministro della Giustizia </em></p>
<p><span id="more-2914"></span></p>
<p>Premesso che:</p>
<p>nei giorni scorsi nel carcere di San Sebastiano a Sassari tutti i 220 detenuti presenti nell&#8217;istituto non hanno potuto usufruire dell&#8217;acqua a causa di un guasto alla rete idrica cittadina;</p>
<p>l’erogazione è stata interrotta dalle 23 alle 4 del mattino da giovedì 10 maggio fino al 15 maggio;</p>
<p>rilevato che:</p>
<p>i servizi igienici interni alle celle in tutto l&#8217;istituto si caratterizzano per l&#8217;assenza di alcun tipo di lavabo e sono costituiti da semplici tazze alla turca che insistono &#8211; separati solo da bassi muretti divisori &#8211; nello stesso ambiente dove i detenuti cucinano, mangiano, passano il tempo, dormono;</p>
<p>nelle celle del piano terra, ciascuna di circa 7 metri quadrati e perciò destinate in origine ad ospitare una persona, convivono tre detenuti; considerata la superficie occupata dal letto a castello, dal tavolo, dagli sgabelli e dai miseri mobiletti, non c&#8217;è lo spazio fisico per muoversi. Dato lo scarso rifornimento da parte dell&#8217;amministrazione di stracci e detersivi, le celle &#8211; già fatiscenti &#8211; sono sporche e maleodoranti; la presenza di scarafaggi è all&#8217;ordine del giorno e, non di rado, circolano anche topi;</p>
<p>considerato che:</p>
<p>alcuni familiari dei detenuti del carcere di Sassari hanno segnalato all&#8217;Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto che fino alla giornata di sabato 12 maggio le bottiglie di acqua minerale non erano arrivate nelle celle e che molti detenuti non avevano neppure l&#8217;acqua da bere;</p>
<p>un nuovo carcere che dovrebbe rimpiazzare l&#8217;utilizzo del vetusto carcere San Sebastiano di Sassari (costruzione risalente al XVII secolo) nel vicino comune di Bancali sono iniziati nel dicembre 2005 e il nuovo istituto doveva essere  consegnato lo scorso anno;</p>
<p>per sapere:</p>
<p>- se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa;</p>
<p>- se il Ministro intenda verificare le eventuali responsabilità dovute alla mancanza di approvvigionamento idrico;</p>
<p>- quali atti intenda assumere affinché sia garantito il rispetto del terzo comma dell&#8217;articolo 27 della Costituzione;</p>
<p>- quali provvedimenti intenda adottare il Governo per riportare nella legalità costituzionale il carcere di San Sebastiano e per porre fine ai trattamenti disumani e degradanti ai quali sono oggigiorno sottoposti i detenuti;</p>
<p>- quali informazioni sia in grado di fornire sul costruendo carcere di Bancali specificando quale sarà l&#8217;organico previsto per le diverse funzioni e se si stiano realizzando le infrastrutture necessarie ad assicurare il trasporto del personale e dei parenti in visita nel piccolo comune in provincia di Sassari;</p>
<p>- relativamente a quest&#8217;ultima struttura, come intenda gestire la fase di completamento delle opere non ancora concluse, entro quali tempi ne preveda il completamento, e quale sarà l&#8217;ammontare totale degli investimenti.</p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<item>
		<title>Praticanti avvocato. Rivedere le norme per l&#8217;accesso alla professione. Interrogazione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al Ministro dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, al Ministro della Giustizia e al Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Premesso che in Italia esistono circa 40.000 praticanti avvocato: un esercito di potenziali partite IVA che attendono il superamento dell’esame di abilitazione per introdursi nel mondo del lavoro; l’esame di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al Ministro dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, al Ministro della Giustizia e</em></div>
<div><em>al Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze<span id="more-2911"></span></em></div>
<div>Premesso che</div>
<div>in Italia esistono circa 40.000 praticanti avvocato: un esercito di potenziali partite IVA che attendono il superamento dell’esame di abilitazione per introdursi nel mondo del lavoro;</div>
<div>l’esame di abilitazione alla professione forense rappresenta un ostacolo per tutti i giovani praticanti avvocato, tale prova, viene superata annualmente, a livello nazionale, da una percentuale media inferiore al 30%;</div>
<div>l’esame di Stato, si compone di tre prove scritte ed un orale. Se non si superano le prove scritte non si accede all’orale e se anche si riesce a superare le prove scritte, si viene bocciati all’orale, si deve ripetere tutto dall’inizio e rifare gli scritti;</div>
<div>considerato che:</div>
<div>il tempo necessario per permettere alle varie commissioni di correggere gli scritti (oltre 6 mesi) e interrogare chi è riuscito a passare agli orali (altri 3 o 4 mesi), in tutto l’esame di abilitazione dura circa un anno;</div>
<div>ogni anno si abbassa la percentuale di chi riesce a superare l’esame e il criterio di selezione numerico ha ormai da tempo superato quello meritocratico;</div>
<div>rilevato che:</div>
<div>i consigli dell’ordine ogni anno stabiliscono una percentuale di candidati che può ottenere l’abilitazione e, una volta raggiunta tale percentuale, tutti quelli che sono in esubero, a prescindere dalla effettiva preparazione, vengono ritenuti “inidonei” e devono ripetere il percorso dall’inizio;</div>
<div>L’art.8 L. 1578/1933, prevede al comma 5 che “ I praticanti procuratori, dopo un anno dalla iscrizione nel registro di cui al primo comma, sono ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel quale è compreso l&#8217;ordine circondariale che ha la tenuta del registro suddetto, limitatamente ai procedimenti che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di efficacia del decreto legislativo di attuazione della legge 16 luglio 1997, n. 254, rientravano nelle competenze del pretore. Davanti ai medesimi tribunali e negli stessi limiti, in sede penale, essi possono essere nominati difensori d&#8217;ufficio, esercitare le funzioni di pubblico ministero e proporre dichiarazione di impugnazione sia come difensori sia come rappresentanti del pubblico ministero (5/b) […]”.</div>
<div>il praticante avvocato, con determinati limiti di materia e territoriali potrebbe già  dopo un anno di tirocinio aprirsi una Partita IVA e lavorare autonomamente ma è scoraggiato ad entrare nel mondo del lavoro, per via di quel limite temporale di 6 anni;</div>
<div>rilevato inoltre che:</div>
<div>se un praticante avvocato abilitato al patrocinio (c.d. Patrocinatore Legale) si aprisse una partita IVA ed uno studio autonomo, avrebbe una grossa “spada di Damocle” sulla testa: perdere dopo 6 anni la possibilità di patrocinare e conseguentemente ritrovarsi senza lavoro.</div>
<div>Eliminando il limite di 6 anni, si verrebbe a creare una figura intermedia di professionista, il Patrocinatore Legale, che aprirebbe le porte al mondo del lavoro a circa 40.000 giovani, senza contrastare l’art. 33 della Costituzione;</div>
<div>se i 40.000 Patrocinatori Legali che si verrebbero così a creare, versassero allo Stato la media di €. 1.000,00 annue di tasse e/o contributi, l&#8217;Italia incasserebbe 40.000.000 di Euro in più, a partire da subito.</div>
<div>per sapere:</div>
<div>- se il Governo concordi con la valutazione secondo cui la limitazione dei sei anni di durata del patrocinio illustrata in premessa  costituisce restrizione all&#8217;accesso  ad attività economica  in violazione dei principi costituzionali ed europei invocati dal Decreto-Legge  n. 1  del 2012 , come convertito dalla Legge  n. 27 del 2012;</div>
<div>- se il Governo intenda valutare i benefici di natura sociale ed economica che seguirebbero all&#8217;immediata abolizione del limite temporale dei sei anni di durata del Patrocinio o comunque prevedere un graduale superamento di detto limite temporale, ad esempio, prevedendo un suo possibile rinnovo di sei anni in sei anni per coloro che dimostrino di essere in regola dal punto di vista del versamento dei contributo previdenziali e dimostrino di continuare a svolgere la professione forense.</div>
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		<title>Figli naturali e legittimi. Intervento in Aula</title>
		<link>http://blog.donatellaporetti.it/?p=2909</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento della Senatrice Radicale Donatella Poretti nel corso della discussione dei disegni di legge in materia di riconoscimento dei figli naturali &#160; PORETTI (PD). Signora Presidente, senatori e senatrici, desidero innanzi tutto ringraziare la relatrice Gallone, perché tanti contatti abbiamo avuto e tanto ci siamo impegnate che finalmente oggi questo disegno di legge è arrivato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Intervento della Senatrice Radicale Donatella Poretti nel corso della discussione dei disegni di legge in materia di </em></strong><strong><em>riconoscimento dei figli naturali</em></strong></p>
<p><strong><em><span id="more-2909"></span></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=23048">PORETTI</a> <em>(PD)</em>. Signora Presidente, senatori e senatrici, desidero innanzi tutto ringraziare la relatrice Gallone, perché tanti contatti abbiamo avuto e tanto ci siamo impegnate che finalmente oggi questo disegno di legge è arrivato in Aula. Ricordo che il provvedimento in esame è arrivato al Senato da quasi un anno e, nonostante questa manifesta e apparente unanimità, di fatto ha impiegato molti mesi per arrivare in Aula. Mi auguro pertanto che, a questo punto, passino poche ore, se non pochi minuti, perché possa essere varato dal Senato e ritornare alla Camera.</p>
<p>Purtroppo, infatti, credo che il testo abbia bisogno di una seconda lettura della Camera, perché, in realtà, per come ci era arrivato dall&#8217;altro ramo del Parlamento, le discriminazioni tra figli nati dentro e fuori dal matrimonio non erano ancora giunte alla propria fine: discriminazioni lessicali (quella tra figli naturali e figli legittimi) e discriminazioni ereditarie lasciavano ancora, nel testo della Camera, una conseguente discriminazione, con riferimento alla competenza dei tribunali.</p>
<p>Mi auguro, quindi, che si licenzi rapidamente questo testo e lo si rimandi alla Camera, in modo da sancire una fine di questa discriminazione rispetto alle competenze, per cui i figli nati dentro al matrimonio sono di competenza del tribunale ordinario e quelli nati fuori sono invece di competenza del tribunale dei minorenni. Altrimenti, infatti, il provvedimento non sarebbe completo e non sarebbe corretto dire che pone fine alle discriminazioni.</p>
<p>Questo testo, anche se passa all&#8217;esame di un&#8217;Aula un po&#8217; disattenta, affronta in realtà un tema molto sentito nella società. Tutti noi, quando usciamo da qui, nella nostra vita quotidiana abbiamo figli, abbiamo mariti &#8211; o non abbiamo mariti, ma abbiamo lo stesso dei figli &#8211; abbiamo parenti o magari fratelli che si trovano a vivere queste discriminazioni. Una legge come quella al nostro esame è una di quelle che la società ci chiede ed è interessata ad avere.</p>
<p>Credo che la legge dovrebbe essere il &#8220;luogo&#8221; in cui tutti noi cittadini cerchiamo di vedere la realizzazione dei propri diritti, tentando appunto di trovare nella legge la possibilità di esercitare dei diritti.</p>
<p>In realtà, norme antiquate come quelle che ancora prevedono una discriminazione dei figli per colpe e per scelte che non sono dei figli, ma dei genitori, non rappresentano il luogo in cui poter esercitare il diritto, ma piuttosto dei luoghi in cui i cittadini tentano in qualche modo di svicolare; sono degli ostacoli per la vita quotidiana che cerchiamo di superare e di oltrepassare.</p>
<p>Non si capisce per quale motivo un figlio che è nato fuori dal matrimonio non debba essere un figlio a tutti gli effetti, pari agli altri. Perché cercare di ostacolare e di rendere di fatto impraticabile la possibilità per due genitori di scegliere se sposarsi o meno?</p>
<p>Spesso, del resto, ricordo a quest&#8217;Aula, non è neanche una scelta dei genitori quella di sposarsi o meno, dal momento che in Italia (e spero che anche questo provvedimento ci arrivi presto dalla Camera dei deputati) per potersi separare o per poter divorziare occorrono anni, e in questi anni spesso nascono figli dalle nuove coppie. In questo caso, non c&#8217;è neanche una volontà dei due genitori di non unirsi in matrimonio: c&#8217;è proprio un impedimento di legge che, in qualche modo, rende nei fatti diversissimi i figli che nascono in seguito a queste unioni.</p>
<p>Ci sono tante leggi che ci obbligherebbero come Parlamento ad adeguarci, al fine di renderle praticabili per la società, e il diritto di famiglia costituisce davvero l&#8217;esempio per eccellenza.</p>
<p>È inutile richiamare il fatto che in Italia non abbiamo ancora disciplinato le coppie di fatto, che quindi si trovano ad avere una vita diversa; in alcuni casi, proprio questa mancata disciplina obbliga a sposarsi senza averne alcuna necessità.</p>
<p>Ci sono però tanti altri testi di legge che avrebbero bisogno di essere aggiornati: perché in Italia continuiamo ancora a non adeguarci in materia di adozioni e a non renderle praticabili per i <em>single</em>? Quanti bambini potrebbero trovare una famiglia! Sì, perché una famiglia può essere composta anche da un&#8217;unica persona, da una mamma, da un babbo &#8211; accade così naturalmente &#8211; oppure da un uomo e da una donna che non sono sposati, ma che sarebbero disponibili ad accoglierli. Siamo però ancora a questo punto.</p>
<p>Del resto, per quale motivo non fare una legge che permetta a due genitori di dare e di lasciare il doppio cognome (del padre e della madre) ai figli? Questo provvedimento non era di certo la sede più adeguata per intervenire al riguardo, perché ci sarebbe bisogno di una normativa <em>ad hoc</em> che disciplini in qualche modo la materia.</p>
<p>Mi auguro quindi che questo testo venga licenziato rapidamente.</p>
<p>Non credo che ci sia davvero bisogno di aggiungere altro, è un provvedimento che si spiega da sé: i figli devono essere trattati tutti allo stesso modo; le scelte dei genitori non devono ricadere sui figli, né come colpe, né come peccati, né come reati, né come discriminazioni nelle leggi.</p>
<p>Il mio intervento come senatrice termina qui. Non voglio, però, far terminare il mio appello a quest&#8217;Aula e a quella della Camera, che dovrà rivedere questo testo, come una semplice mamma: mia figlia si chiama Alice, e è, ad oggi, una figlia naturale; mi auguro che, da domani, possa semplicemente dire che è mia figlia, senza necessità di aggiungere che è naturale o legittima. Mia figlia ha dei nonni e degli zii: mi auguro che da domani anche la legge le riconosca che quelli sono i suoi nonni, che quelli sono i suoi zii. <em>(Applausi dal Gruppo</em> <em>PD</em> <em>e dei senatori Gallone e Valentino)</em>.</p>
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		<title>Diritti figli. Tutti uguali davanti alla legge&#8230; oggi qualcuno e&#8217; più uguale di mia figlia Alice</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Porre fine alle discriminazioni dei figli naturali e legittimi, dei figli nati fuori e dentro il matrimonio, e&#8217; un obiettivo ormai a portata di mano. Il Parlamento non puo&#8217; più rimandare una legge che semplicemente aggiorna la norma rispetto alla societa&#8217;, che pone fine alle differenze di tipo lessicale, ereditarie e di trattamento in tribunali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Porre fine alle discriminazioni dei figli naturali e legittimi, dei figli nati fuori e dentro il matrimonio, e&#8217; un obiettivo ormai a portata di mano. Il Parlamento non puo&#8217; più rimandare una legge che semplicemente aggiorna la norma rispetto alla <span id="more-2906"></span>societa&#8217;, che pone fine alle differenze di tipo lessicale, ereditarie e di trattamento in tribunali diversi. Il 20 per cento dei nuovi nati in Italia (oltre centomila ogni anno) sono figli naturali, di serie b, su di loro ancora pesa una colpa per scelte fatte dai genitori e subiscono trattamenti discriminatori.<br />
Nel mio intervento in aula ho ricordato la necessita&#8217; che la legge sia il &#8220;luogo&#8221; in cui far valere ed esercitare i diritti e non un ostacolo da superare nella quotidianita&#8217;, ma sopratutto mi sono appellata come la mamma di una figlia naturale, Alice, che ha dei nonni e degli zii, che vorrei che anche la legge le riconoscesse, la mamma di una figlia che vorrei non dovesse più aggiungere &#8220;naturale&#8221; quando si trova davanti alla legge!</p>
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		<title>Appello al Ministro Riccardi. Si occupi al più presto del diritto di cittadinanza ripristinando la legalità ed abolendo le discriminazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi la senatrice Donatella Poretti (Radicali) ha rivolto al Ministro della Cooperazione Internazionale e Integrazione, prof. Andrea Riccardi, il seguente appello: La sottoscritta senatrice Donatella Poretti con il collega Marco Perduca facciamo appello al Suo ruolo affinché, nel rispondere al più presto all&#8217;interrogazione parlamentare che le inviamo qui di seguito, da noi depositata al Senato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la senatrice Donatella Poretti (Radicali) ha rivolto al Ministro della Cooperazione Internazionale e Integrazione, prof. Andrea Riccardi, il seguente appello:<span id="more-2903"></span><br />
La sottoscritta senatrice Donatella Poretti con il collega Marco Perduca facciamo appello al Suo ruolo affinché, nel rispondere al più presto <a href="http://blog.donatellaporetti.it/?p=2895">all&#8217;interrogazione parlamentare che le inviamo qui di seguito</a>, da noi depositata al Senato in data di ieri, voglia accogliere le istanze in essa contenute per il ripristino urgente del rispetto dei tempi legali sulla concessione della cittadinanza italiana ai soggetti extracomunitari, e per l&#8217;abolizione di ogni discriminazione incostituzionale ai danni di queste persone.</p>
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		<title>Convegno Nazionale per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari con Donatella Poretti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con  il Patrocinio della Regione Toscana “ADEMPIMENTI NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI PER LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI” ( Legge n. 9 del 17 febbraio 2012, art. 3-ter) Firenze, 18 maggio 2012, Auditorium Ente Cassa di Risparmio di Firenze Via Folco Portinari, 5 r &#8211; Firenze Ore 9.30. Presiede Bruno Benigni – Presidente Centro “F.Basaglia” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Con  il Patrocinio della Regione Toscana</strong></p>
<p align="center"><strong>“ADEMPIMENTI NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI</strong></p>
<p align="center"><strong>PER LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI”</strong></p>
<p align="center"><em>( Legge n. 9 del 17 febbraio 2012, art. 3-ter)</em></p>
<p align="center"><strong>Firenze, 18 maggio 2012, Auditorium Ente Cassa di Risparmio di Firenze</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Via Folco Portinari, 5 r &#8211; Firenze<span id="more-2901"></span></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">Ore 9.30. Presiede <strong>Bruno Benigni</strong> – Presidente Centro “F.Basaglia” &#8211; Arezzo</p>
<p>Ore 10.00 Relazioni</p>
<p>1. <strong>“ La legge n. 9 del 17.02.2012: compiti dello Stato per la chiusura degli OPG”</strong></p>
<p><strong>Sen. Roberto Di Giovan Paolo</strong> – Presidente Forum Nazionale per la salute in carcere</p>
<p>2. <strong>“ Il ruolo delle Regioni per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari”.</strong></p>
<p><strong>Dott.ssa Daniela Scaramuccia </strong>Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana</p>
<p>3.<strong> “Le alternative territoriali  all’OPG. Il ruolo dei Dipartimenti di Salute Mentale”</strong></p>
<p><strong>Mario Serrano</strong> – Responsabile DSM USL 6 Livorno</p>
<p><strong>Cesare Bondioli</strong> – Centro “F.Basaglia” Arezzo</p>
<p>4.<strong> “ Il diritto alla salute mentale dei “prosciolti folli”</strong>.</p>
<p><strong>Alessandro Margara</strong>. Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Regione Toscana</p>
<p><strong>Ore 11.30 Interventi programmati e discussione:</strong></p>
<p><strong>Donatella Poretti (Senato della Repubblica)</strong></p>
<p><strong>Antonietta Fiorillo (Magistrato di Sorveglianza di Firenze)</strong></p>
<p><strong>Giacomo Tizzanini  Vice Sindaco del Comune di Montelupo Fiorentino</strong></p>
<p><strong>Gemma Brandi (ASF Firenze)</strong></p>
<p><strong>Emilio Lupo (Psichiatria Democratica)</strong></p>
<p><strong>Stefano Cecconi (Stop OPG)</strong></p>
<p><strong>Angelo Marroni Garante dei detenuti Regione Lazio</strong></p>
<p><strong>Denise Amerini (Cgil Funzione Pubblica Firenze)</strong></p>
<p><strong>Dipartimenti di salute mentale, </strong></p>
<p><strong>Associazioni di Volontariato:Ristretti Orizzonti, SEAC, Antigone, Sant’Egidio, Cittadinanza Attiva, CNCA. </strong></p>
<p><strong>Ore 13.30 Conclusioni</strong></p>
<p><strong>Bruno Benigni Presidente Centro “Franco Basaglia” di Arezzo</strong></p>
<p><strong>Sono   stati invitati il Ministro della Salute, il Ministro della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Convegno. Obiezione di coscienza in Italia con la partecipazione di Donatella Poretti</title>
		<link>http://blog.donatellaporetti.it/?p=2899</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[“Obiezione di coscienza in Italia. Proposte giuridiche a garanzia della piena applicazione della legge 194 sull’aborto” Organizzato da Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e Aied (Associazione Italiana per l&#8217;Educazione Demografica) 22 maggio 2012 ore 9 Biblioteca del Senato della Repubblica Sala Capitolare Piazza della Minerva 38, 00186 Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><strong>“Obiezione di coscienza in Italia.</strong></div>
<div align="center"><strong>Proposte giuridiche a garanzia della piena applicazione della legge 194 sull’aborto”</strong></div>
<div align="center"></div>
<div align="center"><em>Organizzato da Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica</em></div>
<div align="center"><em>e</em></div>
<div align="center"><em>Aied (Associazione Italiana per l&#8217;Educazione Demografica)</em></div>
<div></div>
<div align="center"><strong>22 maggio 2012</strong></div>
<div align="center">ore 9</div>
<div align="center"><strong>Biblioteca del Senato della Repubblica</strong></div>
<div align="center">Sala Capitolare</div>
<div align="center">Piazza della Minerva 38, 00186 Roma</div>
<div align="center"></div>
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